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BREVE
STORIA DELL'OSPEDALE OFTALMICO DI TORINO
Casimiro Sperino (1812-1894): pioniere dell'oftalmologia a Torino nel
XIX secolo e fondatore dell'Ospedale Oftalmico ("lo Sperino"
1838)
di Franco A. FAVA e Savino D'AMELIO
Casimiro Sperino (1812-1894) è stato il precursore nel XIX secolo
dell'oculistica torinese. Nella sua veste di medico militare si distinse
durante l'epidemia di colera del 1835, che era scoppiata con particolare
virulenza a Genova, prodigandosi nell'assistenza alle vittime del morbo.
Grazie ad una borsa di studio si recò a Parigi , ove si specializzò
in oftalmologia ed al suo ritorno mise in atto l'arte medica acquisita.
La prima cattedra di oculistica venne fondata a Parigi nel 1765, e successivamente
tale specializzazione trovò spazio nelle Facoltà di Medicina
di Vienna e di Montpellier. Grazie all'invenzione di nuovi ed importanti
strumenti diagnostici, come l'oftalmoscopio di Helmholtz (1851) e la "lampada
a fessura" di Gullstrand, la nuova disciplina medica assunse una sua
ben precisa connotazione clinica nello studio dell'occhio e delle patologie
correlate.
Sperino al suo ritorno dalla Francia organizzò nel 1838 il primo
ambulatorio di oculistica (Dispensario oftalmico) (1) in un fabbricato
(casa Quartero) sul viale del Re a Porta Nuova. Nel 1843 il Dispensario
venne inserito nell'Opera benefica dell'Ospe-daletto Infantile (2) sito
in via dei Pescatori. Dopo alcuni anni (1851) l'ambulatorio si trasformò
in Opera Pia, gemmando successivamente l'Ospedale Oftalmico di via Juvarra
al n. 19, grazie ai generosi aiuti messi a disposizione dalla Pia Compagnia
di San Paolo di Torino, fondamentali per il finanziamento del nuovo complesso
ospedaliero (3). L'edificazione del nuovo nosocomio iniziò solo
nel 1864 quando il Parlamento Subalpino donò un terreno, adiacente
all'area della Cittadella fortificata (in prossimità dei preesistenti
bastioni abbattuti dopo la Restaurazione). Il nuovo Ospedale, progettato
dal Prof. Angelo Marchini, per un costo di oltre mezzo milione di lire
(4), disponeva di 250 posti letto e si sostituì ben presto al servizio
assistenziale per l'infanzia ammalata garantito fino ad allora dall'Istituto
Sanitario per l'Infanzia; pia istituzione promossa nel 1843 da un comitato
di filantropi giudato dal Conte Luigi Franchi ed ospitata in casa Asteri
sul viale del Re.  Casimiro
Sperino diresse la prima cattedra di Clinica Oculistica presso l'Università
degli Studi di Torino dal 1859 al 1871, dietro nomina diretta da parte
del Ministro dell'Istruzione Pubblica per altissimi meriti scientifici
(6). Il valente medico era altresì interessato agli studi sulla
sifilide (5) e dopo alcuni anni di direzione congiunta delle due Cliniche
universitarie, quella oculistica e quella sifilitica appunto, lasciò
la prima ed optò per la seconda (7). Nello stesso periodo il medico
Antonio Maria Secondo Laura (1869) fondò una piccola casa di cura
in un edificio situato in corso Dante al n. 12, quale Ospedaletto Oftalmico
ed Infantile. Nel 1884 Laura (8) trasformò il suo studio privato
in Ospedale Oftalmico ed Infantile e nel 1886 venne a lui affidata la
direzione del libero corso universitario di malattie dei bambini. Nel
1884 fondò l'omonima Opera Pia, ricoprendone l'incarico di Presidente.
L'undici novembre del 1884 venne posta la prima pietra del nuovo Ospedale
Infantile Regina Margherita in via Menabrea. Da quel momento in poi le
cure oftalmiche lasciarono il posto a quelle pediatriche, in un processo
di specializzazione e di separazione di conpetenze.
Nel 1872 alla direzione della Clinica Oculistica giunse l'allievo di Sperino
Carlo Reymond (1833-1911), che lo sostituì anche alla direzione
dell'Ospedale. Reymond fu tra i primi a introdurre nella chirurgia oculare
il metodo antisettico, riducendo i casi di insuccesso delle operazioni
di cataratta, come venne dimostrato al Congresso internazionale di oftalmologia
di Milano nel 1880 ed al Congresso internazionale di Londra nel 1881 (9).
Sperino continuò ad essere presente nella gestione della sua "opera",
in qualità di componente del Consiglio di Amministrazione dell'Ospedale
Oftalmico. Egli si adoperò affinchè le cure presso l'Ospedale
fossero gratuite per gli indigenti, diversamente da quanto pensava Reymond.
Motivato da questa sua spinta filantropica, Sperino riuscì ad organizzare
all'interno dell'Ospedale un secondo reparto, affidato alla direzione
del dott. Bono, ove i pazienti potevano essere curati gratuitamente, grazie
ad importanti lasciti e donazioni affidate all'Opera Pia. Nella sua qualità
di sifilopata, Sperino istituì la Cattedra universitaria in via
dei Mille, successivamente unificata all'Ospedale San Lazzaro ad opera
di Enzo Bizzozzero (1936), in occasione del trasferimento nei locali del
nuovo complesso delle "Molinette" (10). Dal 1877 al 1888, Sperino
ricoprì l'incarico di Preside della Facoltà di Medicina
e Chirurgia dell'Università (11) quale coronamento alla sua intensa
attività accademica. Sperino morì a Torino nel 1894 lasciando
alla città l'importante patrimonio scientifico di conoscenze sull'oftalmologia,
disciplina da lui introdotta in terra subalpina. Pietro Bajardi - già
allievo di Giulio Bizzozzero - nel 1911 subentrò alla direzione
universitaria dell'Ospedale, cattedra diretta a suo tempo da Reymond,
già allievo dello Sperino. Nel 1923 Filippo Speciale Cirincione
vinse il concorso ordinario universitario, incarico ricoperto fino al
1927 dopo la sua tragica scomparsa (12).  Dopo
un breve periodo di gestione transitoria affidata prima al pediatra G.
Battista Allaria (1927-28) e poi a Siro Piccaluga (1928-29), l'incarico
universitario venne definitivamente affidato a Luigi Guglianetti (1929-1950).
Nel 1951 giunse alla direzione Riccardo Gallenga, titolare della cattedra
universitaria fino al 1974. Successivamente la direzione della Clinica
venne affidata a Bruno Boles Carenini (1974-1998) e dal 1998 a Federico
Grignolo, attuale titolare dell'insegnamento universitario presso l'antico
Ospedale Oftalmico. La scuola oftalmica torinese è stata nel tempo
un viatico per illustri studiosi, poi diventati a loro volta titolari
di cattedre universitarie in varie sedi italiane, tra i nomi più
noti ricordiamo i Professori: P. Matteucci, Antonio Rossi, Giorgio Alfieri
e Pier Enrico Gallenga. Accanto alla Clinica universitaria si sono altresì
distinti illustri primari ospedalieri, tra i più noti citiamo:
Federico Grignolo, Antonio Corrado, Angelo Vannini, Giorgio Diotti, Italo
Faraldi, Gian Marco Gastaldi, Giorgio Bellone, Bruno Bellan, Franco Furlotti,
Franco Bartoli, Paola Vaona, Claudio Panico. Questi professionisti ed
i loro valenti collaboratori hanno contribuito negli anni alla fama del
centro oculistico ospedaliero subalpino, un tempo conosciuto dai torinesi
come lo "Sperino".
Franco A. Fava
Savino D'Amelio
Note
1) Sperino aveva avviato il Dispensario oftalmico assistito da
due medici: Valerio e Maffioni.
2) L'Ospedaletto infantile venne fondato dal conte Franci di Pont.
3) F. Zina Vignotto e M. Galloni (a cura di), Beni culturali in
ambiente medico chirurgico, in Giornale della Medicina di Torino, Anno
CLVIII, suppl., 1995.
4) Nel 1868 all'Ospedale Oftalmico venne affidato in concessione
d'uso l'ex Convento dei Frati Capuccini di Avigliana, utilizzato come
luogo di convalescenza per i malati dimessi dall'Ospedale. Tale struttura
rimase in gestione all'Ospedale fino al 1883. Nel 1917 in via Passalcqua
15, accanto all'Ospedale Oftalmico, fu aperta una succursale dell'Ospedale
San Giovanni per i pazienti incurabili, per i profughi di guerra e per
i poveri. Una specie di cronicario, particolarmente utilizzato durante
l'epidemia della "spagnola" fra il 1918-19. La struttura venne
definitivamente chiusa nel 1920. Le 500.000 lire del 1864, corrispondono
in potere di acquisto rivalutato a circa 3.500.000 di euro del nostro
tempo.
5) G.B.B., Creazione di una cattedra d'oculistica nell'Università
di Torino, in Giornale di Oftalmologia italiano, Vol. II, 1859.
6) M. U. Dianzani, Le scuole mediche, in L'Università di
Torino, di Francesco Traniello (a cura di), Torino, Pluriverso, 1995.
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7) Sperino diresse la Clinica Sifilitica (1862-1894) e si dedicò
agli studi sulla "inoculazione" della sifilide, ovvero la nuova
metodica della sifilizzazione come profilassi e cura della lue, vero flagello
del tempo.
8) Franco A. Fava, Un medico filantropo: Secondo Laura, in Torino
Medica, Anno XII, n. 11. 2001.
9) Pietro Bajardi, Carlo Reymond (1933-1911), in annuali di oftalmologia,
1911.
10) Franco A. Fava, Domus Hospitalis, in Torino Medica, Anno XIII,
n. 1., 2002.
11) C. Sperino ricoprì numerosi incarichi pubblici, prima
in qualità di Consigliere comunale a Torino e poi come Deputato
e Senatore del Regno d'Italia.
12) "...Nel 1922-23, morto Bajardi, gli succedette Filippo
Speciale Cirincione, travolto presto in uno scandalo che lo portò
al suicidio..." cfr. Mario umberto Dianzani "Le scuole mediche
e chirurgiche" in Francesco Traniello (a cura di), L'Università
di Torino. Profilo storico ed istituzionale, Torino, Pluriverso, 1993,
cit. pag. 108.
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