BREVE STORIA DELL'OCULISTICA PARTENOPEA
Appunti sull'oftalmologia napoletana nell'800
di Ettore CHIOSI
L'oftalmologia ufficiale a Napoli si può far risalire a G.B. Quadri (1780-1851), fondatore della prima Clinica Oftalmica d'Italia nel 1815 e autore di quattro grossi volumi dal titolo "Annotazioni pratiche delle malattie degli occhi", in cui esprime anche concetti che lo guidarono nell'istituzione della Clinica: "Vi saranno nella capitale del Regno quattro cliniche, cioè, la medica, la cerusica, quella di ostetricia, e quella di ottalmiatria". L'Ospedale era quello degli Incurabili, situato in periferia e in una zona ben ventilata, con 4 piani e 1300 posti letto, con numerose infermerie.
G.B. Quadri detta norme di organizzazione interna: "…deve essere solo il Direttore a comandare e solo di Lui devono eseguirsi le ingiunzioni e gli ammaestramenti. Non deve mancare, inoltre, nell'Istituto un Professore aggiunto che possa all'occorrenza sostituire il Direttore nella persona, ma non nelle idee, le quali devono essere impartite con dettami intransigenti e attuabili sotto ogni rapporto.

Parimenti la condotta degli assistenti di nomina annuale è strettamente fiduciaria del Direttore". Come si vede anche due secoli fa si discuteva dei rapporti tra il Direttore e i suoi collaboratori!! Egli si interessò della cura della cataratta (chiamata ecraxiologia) consigliando di sostituire la tecnica della reclinatio lentis, con l'estrazione della cataratta attraverso la sclerotica. Sicuramente la lettura dei libri di Quadri ci infonde un certo senso di perplessità e di ammirazione al tempo stesso apprendendo come i suoi interventi si compiano senza anestesia, e precisamente, come il Quadri stesso descrive, "con operatore ed operando seduti l'uno contro l'altro, essendo l'operando immobilizzato in parte dallo stesso sgabello dell'operatore sotto del quale sono immobilizzate le gambe, ed in parte dall'assistente che gli è dietro le spalle e che gli tiene la testa cercando di non farla allontanare dall'operatore, che si trova in una posizione più elevata dell'operando la cui testa corrisponde all'altezza della clavicola dell'operatore". Evidentemente il Quadri doveva essere un operatore provetto in quanto veniva chiamato ad operare anche in altre sedi, il che gli arrecava grande godimento (non sappiamo se solo per intimo orgoglio o per gli aurei compensi che allora erano sicuramente "aurei"!!).